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L’herpes genitale (HSV II), come quella labiale
(HSV I) si origina dal virus “herpes simplex” che trovasi alle radici del
sistema nervoso dell’organismo umano, in uno stato innocuo, di dormiveglia,
inattivo. In presenza di cause scatenanti, comunemente individuate nello stress
e nel calo delle difese immunitarie, questi virus si riattivano abbandonando lo
stato di dormiveglia, per raggiungere la cute attraverso il sistema nervoso.
Entrambe le forme si trasmettono attraverso il contatto fisico e sessuale.
Trattasi di una patologia alimentata da “virus” che per loro natura restano
nell’organismo dell’individuo per tutta la vita dello stesso; il virus dopo
l’esplosione, completato il suo ciclo, ritorna alle radici dei nervi, attraverso
il sistema nervoso, per rifare la sua comparsa non appena si ripresentano gli
eventi scatenanti di cui sopra. L’herpes genitale, ossia l’herpes simplex di
tipo II, è una patologia meno diffusa di quella dell’herpes labiale o simplex di
tipo I, anche se rilevazioni hanno stabilito che il 25/30% della popolazione
adulta almeno una volta nella vita è stata interessata da questa patologia.
L’herpes genitale si trasmette generalmente attraverso l’attività sessuale anche
se è possibile trasmettere questa patologia al nascituro al momento del parto.
Generalmente si manifesta con vescicole e piccole ferite dolorose sui genitali
con la comparsa, nei casi più gravi, di altri sintomi quali: febbre, mal di
testa, bruciori alle vie urinarie, dolori muscolari, ecc. A differenza
dell’herpes labiale quella genitale , purtroppo, può passare inosservata con
ovvie conseguenze di trasmettere involontariamente l’infezione alle persone con
le quali si fa sesso. E’ chiaro che come per tutte le infezioni che si possono
contrarre facendo sesso, la prevenzione è l’unica vera arma atta scongiurare il
contagio anche di questa patologia (H S V II). In caso di recidiva l’herpes
genitale si manifesta sotto forme più blande rispetto all’infezione primaria.
Bruciore, arrossamento locale preannunciano la comparsa delle dolorose ulcere
genitali. Se contratto dalla donna in stato di gravidanza, l’HSV II può
originare aborto nonché contagiare il neonato se le lesioni sono ancora presenti
al momento del parto. Per evitare complicazioni al nascituro, in questo caso si
ricorre al taglio cesareo.
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