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Tutte le persone che nel corso della loro vita hanno contratto la
“varicella” sono a rischio “herpes zoster”. Infatti, sia la varicella che
l’herpes zoster traggono origine dallo stesso virus “Virus Varicella Zoster”
(VZV). L’infezione primaria (varicella) viene generalmente contratta durante
l’infanzia. Una volta contratto la varicella e dopo che la patologia ha fatto il
suo corso, il relativo virus (VZV) dalla cute, attraverso il sistema nervoso,
raggiunge i “gangli nervosi” (colonna vertebrale), dove può restare anche per
decenni in uno stato di “dormiveglia” latente e innocuo, inattivo, pronto ad
esplodere non appena si ripresentano quelle cause ( calo difese immunitarie e
stress) universalmente ritenute scatenanti della infezione. Si manifesta con una
sensazione di intorpidimento, formicolio, prurito, dolore (generalmente colpisce
un sol lato del corpo o del viso), seguito dalla comparsa delle vescicole e
quindi delle crosticine. Le probabilità di contrarre questa patologia cresce con
l’aumentare dell’età. La diffusione di questa “malattia” è proporzionale all’età
media della popolazione; percentualmente il numero dei casi cresce con il
crescere del valore dell’età media della popolazione. L’herpes zoster di solito
si alloca sul torace o sull’addome, più raramente sul viso. In questo ultimo
caso, se non curato bene e con tempestività, può portare persino alla cecità.
Questa infezione è volgarmente conosciuta come “il fuoco di Sant’Antonio”. E’
una patologia molto dolorosa. Si calcola che circa il 50% delle persone che
contraggono questo virus, avvertono giornalmente e per tutta le durata della
“malattia” dolori acuti, insopportabili, che interessano – di solito – un lato
del busto, per poi coinvolgere (dal punto di vista del dolore) gli arti ed il
viso. Questa patologia di per se già dolorosissima, potrebbe avere delle
complicanze. La più comune, conosciuta col nome di “nevralgia post erpetica
(PHN), interessa circa il 25/30% dei soggetti che hanno contratto l’herpes
zoster. Nella fattispecie, nonostante la malattia avesse fatto tutto il suo
corso, le vescicole e le crosticine non scompaiono mai completamente,l a
qualcosa potrebbe durare mesi e persino anni. Permane, pertanto, un dolore
cronico, prurito intorpidimento e sensibilità della zona cutanea interessata
alla patologia; sensibilità (con dolore rilevante) che in alcuni casi diventano
insopportabili persino i vestiti. E’ una patologia alquanto sottovalutata, anche
se un quarto della popolazione, nell’arco della propria vita, contrae questa
malattia. Trattasi di una patologia che - come già detto – può residuare la c.d.
“nevralgia post erpetica” e quindi diventare “invalidante” nonché durare anche
per anni. Almeno per la metà delle persone, con età superiore ai 70 anni,
colpite da questa malattia il dolore dura normalmente più di un anno; nella fase
acuta dell’infezione il paziente può essere interessato da febbre, nausea,
cefalea, ecc. La terapia antivirale fornisce sicuramente un buon contributo, ma
non esclude le eventuali complicanze. Di recente, da parte di un gruppo di
studiosi statunitensi è stato testato un vaccino su di un campione di circa
quarantamila ultrasessantenni. I risultati sembrerebbero soddisfacenti, dal
momento che per la parte di popolazione alla quale è stato iniettato sotto cute
il vaccino si sono dimezzate le probabilità di contrarre l’herpes zoster.
Trattasi di un vaccino che deriva da quello usato per immunizzare i bambini
dalla varicella, anche si di gran lunga più potente. In un prossimo futuro
quella della vaccinazione di massa, per la popolazione diciamo ultracinquantenne
o ultrasessantenne, potrebbe essere una opportunità da prendere in
considerazione. Al riguardo, però, come in tutte le analoghe scelte è essenziale
esaminare il “costo/benefici”, nonché osservare il comportamento - rispetto a
questo virus – della popolazione che da bambino è stata vaccinata contro la
varicella. Prescindendo dal vaccino, ancora oggetto di studi e osservazione, dal
punto di vista farmacologico, quale antivirale, ricordiamo il “famciclovir”
efficace sia contro il virus dell’herpes simplex di tipo 1 e 2 (HSV1 e HSV2) che
contro il virus varicella/herpes zoster (VZV). Ricordiamo che il virus HSV1
causa l’herpes “labiale”, il virus HSV2 causa l’herpes “genitale”, mentre il
virus varicella-zoster (VZV) genera l’herpes zoster. |